Corteo Nazionale CONTRO la vivisezione

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10 Sep 2010 15:09 #310 by Varanasy
ROMA – SABATO 25 SETTEMBRE 2010


CORTEO NAZIONALE CONTRO LA VIVISEZIONE


Per chiudere Green Hill e tutti gli allevamenti di animali destinati ai laboratori


Ore 15.00 – Piazza della Repubblica – ROMA



Milioni di animali ogni anno vengono torturati nei laboratori di
vivisezione, sottoposti ad esperimenti crudeli, sfigurati, ingabbiati,
incatenati, legati ai tavoli
operatori, avvelenati e lasciati soffrire e morire. Questa è la ricerca
medico-scientifica portata avanti dai baroni della medicina, finanziata
e avvallata dal governo. Una ricerca che prevede lo sterminio di un
milione di esseri viventi nella sola Italia, ogni singolo anno. Giorno
dopo giorno, agonia dopo agonia.
Questi esseri viventi sono prodotti su scala industriale dentro
allevamenti specializzati, cresciuti in condizioni asettiche e creati
come oggetti su cui accanirsi nella ricerca di non si sa quale soluzione
ai mali che noi stessi umani abbiamo provocato.

Green Hill di Montichiari è l’unico allevamento di cani “da laboratorio” rimasto in Italia, uno dei più grandi d’Europa.
Da Montichiari mensilmente 250 cuccioli di beagle vengono spediti verso
l’inferno dei laboratori farmaceutici di tutta Europa, per il profitto
di una multinazionale della sofferenza che gestisce questo lager,
l’americana Marshall Farm Inc.
Si tratta a tutti gli effetti di una fabbrica, dove questi animali non
vedono la luce del sole, non toccano erba, non respirano aria naturale.
Capannoni in cui sono stipati 2500 individui in attesa di un destino
atroce.
La chiusura di un lager come Green Hill è un imperativo che ha portato migliaia di persone a battersi in prima persona e scendere in piazza, per dire NO alla vivisezione e NO alla tortura. Avere fermato
i folli piani di espansione di questo allevamento, che prevedevano la
costruzione di altri cinque capannoni sotterranei in cui imprigionare
ulteriori 2500 cani, è stato un primo grande successo, l’inizio di un
cammino in cui molte persone hanno finalmente scoperto di avere dentro
di sé le potenzialità di fare la differenza ed essere parte di un
cambiamento. Fermare i loro affari, smascherare chi ha legami con questo
luogo di sofferenza, aprire gli occhi sullo scottante problema della
vivisezione, tenuto troppo a lungo nascosto, sono gli attuali obiettivi
della campagna “Salviamo i cani di Green Hill”.

La lotta contro Green Hill sta assumendo sempre più importanza e valore simbolico dal momento in cui non ci troviamo solamente noi contro di loro.
Non ci siamo infatti rinchiusi a Montichiari per una lotta ai ferri
corti, ma stiamo allargando il cerchio delle responsabilità di questa
ignobile situazione, andando sempre più in alto, laddove qualcuno si
arroga il potere di decidere delle sorti e delle vite di milioni di
esseri viventi. E proprio da queste persone vogliamo andare il 25
settembre con un corteo che ha una valenza storica significativa.

La chiusura di Green Hill potrebbe essere decretata in un attimo se dal
Ministero della Salute avessero la decenza di far applicare a questo
allevamento le norme della Regione Lombardia previste per tutti gli
altri allevamenti di cani. La stessa Asl regionale e la stessa Regione
Lombardia hanno evidenziato una discrepanza nel caso Green Hill. Adesso
l’ultima parola spetta al Ministero. Lo stesso Ministero che ogni anno
autorizza esperimenti e decreta la morte degli animali, che autorizza
sul territorio italiano la presenza di multinazionali della sofferenza
che allevano animali per il solo e unico scopo di farli torturare a morte.
Qualcosa si smuove e il problema sta diventando tangibile anche per loro, che stanno attendendo le nostre mosse.

Sabato 25 settembre dobbiamo essere di nuovo in tanti, tantissimi, questa volta con l’intenzione di arrivare fino al Ministero.
. Manifesteremo per far sentire la voce di chi è
rinchiuso in una gabbia o in un laboratorio, per pretendere la chiusura
di Green Hill e di tutti gli allevamenti, per dire NO alla vivisezione,
per far vedere che non siamo più disposti ad attendere oltre. Per cambiare finalmente qualcosa!


APPUNTAMENTO:

SABATO 25 settembre – Ore 15.00 – Piazza della Repubblica – ROMA

NON MANCARE!

www.fermaregreenhill.net/wp/


Sono previsti pulmann da diverse città del nord e del sud.

Niente è Vero, Tutto è Possibile

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29 Sep 2010 11:21 - 29 Sep 2010 11:32 #331 by Varanasy
10.000 VOCI PER CHI NON HA VOCE

La data di sabato 25 settembre può essere considerata tra le più importanti nella storia del movimento animalista ed antispecista.
Nel corso di tutti questi mesi, da quando nell’aprile scorso abbiamo lanciato la campagna contro l’allevamento Green Hill , abbiamo visto crescere sempre di più la voglia e il desiderio da parte della gente di impegnarsi nella lotta contro questa ‘fabbrica di cani’ e contro il ’sistema vivisezione’. Indire il corteo tenutosi a Roma è stato un passo naturale, doveroso, necessario per il cammino che avevamo intrapreso e per il risultato che intendiamo raggiungere: la chiusura di Green Hill e di tutti gli allevamenti di animali destinati ai laboratori.
Non è stato facile gestire un appuntamento del genere, la vergognosa manipolazione da parte delle lobby farmaceutiche della Direttiva UE approvata l’8 settembre scorso ha dato un’ulteriore motivazione, ma il nostro intento, sin dall’inizio, è sempre stato quello di porre l’attenzione su Green Hill e su tutto ciò che vi ruota attorno. Le convinzioni del Coordinamento Fermare Green Hill sono sempre state quelle di portare tra la gente il dinamismo di un movimento che non aspira a gabbie più comode, ma a gabbie vuote, che non vuole una vivisezione meno cruenta ma non vuole proprio la vivisezione, che vuole far valere le proprie idee con la presenza in strada delle persone e non grazie alla delega di una tessera associativa o alle direttive di un leader.

La nostra necessità era dar voce a 2500 cani rinchiusi dentro un lager e ricordare che loro, come qualsiasi animale non umano, necessitano di essere considerati per quello che effettivamente sono: individui, non oggetti o beni di consumo. Il nostro sentimento era comunicare che la schiavitù animale esiste, che pesa come un macigno su questa società altrettanto quanto qualsiasi altro tipo di schiavitù o sfruttamento.
Pensiamo di esserci riusciti, pensiamo che all’interno del corteo di sabato scorso fossero presenti persone che non necessariamente erano al corrente della nostra visione antispecista ma con le quali non abbiamo alzato muri, con le quali abbiamo cercato di comunicare al meglio delle nostre possibilità.
Pensiamo che un corteo con circa 10.000 persone che diventano la voce di chi non ha voce rappresenti un passo significativo, un modo, assieme ad alcuni altrettanto efficaci, per mostrare che la vivisezione e la sofferenza animale possono essere motivi profondamente importanti di lotta per migliaia di persone.

L’assordante silenzio dei media nei confronti di una mobilitazione del genere conferma sempre di più che l’informazione viene inibita nel momento in cui si attaccano le lobby farmaceutiche, nel momento in cui si cerca di fare informazione in merito ai crimini nascosti compiuti nei laboratori di vivisezione e negli allevamenti di animali destinati ai laboratori stessi. Diversi articoli (con qualche rara eccezione) hanno riportato molte informazioni fuorvianti e non contenenti le reali motivazioni del corteo (si è detto di tutto: da corteo organizzato dalle associazioni esclusivamente contro la direttiva UE alla manifestazione indetta per difendere i cani randagi). Evidentemente era più importante dedicare ore di servizi sui problemi immobiliari del Presidente della Camera piuttosto che informare veramente su quanto stesse accadendo per le strade contro una delle forme di tortura più radicate nella nostra “cultura”: la vivisezione.

In passato i cambiamenti sociali e radicali nella nostra società sono avvenuti comunque, anche in assenza dei media, e chi sa di avere responsabilità nel garantire l’esistenza di posti come Green Hill sa benissimo che 10.000 persone hanno sfilato in corteo, sa benissimo che anche se non c’è stato il servizio televisivo giusto o la giusta risonanza la voce di tante persone è arrivata e si è fatta sentire.
Il corteo è stato un passo verso un nuovo cammino che non avremo timore di portare avanti fino in fondo e che ha riunito un gran numero di persone che speriamo vogliano continuare a percorrerlo insieme a noi, per farla finita con le torture nei laboratori.
Per le strade di Roma sabato scorso hanno manifestato molti individui consci di un problema reale, di una questione profondamente aperta nella nostra coscienza e nella società che ci circonda: quanto possiamo essere ancora disposti ad accettare tutto questo? Quanto possiamo accettare che tale accanimento su esseri senzienti possa andare avanti imperterrito?
Alle nostre coscienze e alla nostra forza di volontà la risposta adeguata da dare, ad un movimento di lotta e resistenza la responsabilità di continuare fino alla chiusura di Green Hill, fino all’abolizione di tutti gli allevamenti di animali destinati ai laboratori, fino all’abolizione della schiavitù animale. Fino alla fine, per la liberazione animale.



Coordinamento Fermare Green Hill

Precisazioni importanti sul corteo:


Intediamo senza troppi giri di parole dare chiarimenti e delucidazioni su alcune informazioni diffuse a livello stampa (e non) che di fatto possono aver creato confusione e in alcuni casi totale stravolgimento della verità.

Il Coordinamento ‘Fermare Green Hill’ è formato da attivist* antispecist* volontar* slegati per convizione di idee e per scelta da QUALSIASI partito politico o organo istituzionale. Finora abbiamo organizzato presidi, iniziative e cortei sempre convinti di quello che sostenevamo, soprattutto tra la gente. Le nostre parole e i nostri discorsi si rifanno ad un movimento che ovviamente non richiede appoggio alla politica istituzionale, ma ad un insieme di persone animate dal desiderio di ottenere concretamente i cambiamenti che desideriamo e la cessazione immediata delle ingiustizie che vediamo in questa società. La vivisezione è di fatto una di queste ingiustizie.
Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto richieste di appoggio, richieste di intervento ai cortei, adesioni ed altro ancora… Teniamo a ribadire con fermezza la nostra coerenza di idee e di impostazione. A chiunque dei politici che si sono rivolti a noi con delle richieste abbiamo sempre dato la stessa netta risposta: il nostro coordinamento, le nostre idee, le nostre manifestazioni sono della gente e non della ‘politica di palazzo’.
I messaggi che mandiamo con i nostri scritti e con i nostri discorsi sono fatti da singoli ma rappresentano le persone, la gente comune, chi osa mettersi in gioco e vuole agire concretamente per l’abolizione della schiavitù animale. Per entrare più nello specifico, nei giorni passati siamo venuti a conoscenza, come molti, delle dichiarazioni del Ministro Brambilla. Anche in questo caso teniamo a ribadire che contrariamente a quanto diffuso mediaticamente il nostro Coordinamento non ha mai richiesto la sua adesione al corteo. Se il Ministro ha deciso di esprimere pubblicamente la sua opinione sulla vivisezione e sul corteo come individuo è libero di farlo come chiunque. Chiaro che essendo un personaggio pubblico e politico ha un richiamo mediatico sicuramente
maggiore di tutti quanti noi del Coordinamento e delle 10.000 persone intervenute al corteo, purtroppo. E’ necessario distinguere e chiarire le cose ribadendo che un conto è esprimere pubblicamente e mediaticamente la propria opinione su un evento, un altro è far passare l’idea che gli organizzatori del corteo abbiano chiesto l’adesione del Ministro o di altri personaggi politici. Ribadiamo che quest’ultimo fatto non corrisponde alla verità.
Riteniamo anche importante ricordare la nostra distanza da alcuni episodi che si sono verificati nella regione Lazio (striscioni) firmati da ‘La foresta che avanza’ e presidi organizzati in altre città dall’organizzazione neofascista denominata ‘Casapound Italia’. Nonostante per noi sia sottointesa una posizione del genere, pensiamo sia comunque importante ribadire che persone ed organizzazioni razziste ed omofobe come quelle sopra menzionate non sono benvenute alle nostre iniziative e non lo saranno mai.
Il nostro sentimento e la nostra voglia di lottare sono accomunate da uno spirito di solidarietà e compassione per tutti gli esseri viventi e dal rifiuto di ogni tipo di discriminazione. Non possiamo accettare che una tematica come l’abolizione della schiavitù animale sia slegata da tantissime altre forme di schiavitù e sfruttamento generate anche da razzismo o xenofobia. Il tentativo di determinate organizzazioni di appropriarsi delle nostre lotte, spesso in maniera anche provocatoria, ci spinge ancora di più ad andare avanti per la nostra strada e a lottare per la liberazione animale con i nostri contenuti, decisamente diversi dai loro e degni di tale significato.


:angry: (considerazione personale : per tutti quelli che leggeranno questo post e penseranno "e vabbè ma ci sono i bambini che muoiono di fame in tutto il mondo". Beh a tutti coloro che diranno alla propria coscienza ciò rispondo che nel mondo ci sono tante e troppe cose che non vanno, ma se non si inizia nemmeno da una perchè tanto ce n'è un'altra più grave, allora rimarrà sempre tutto com'è. Iniziamo da ciò che è possibile!) :angry:

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